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Horus Technology: ascoltare l’invisibile

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Milano, 23 febbraio 2015 – La start up italiana Horus Technology sta realizzando il prototipo che rivoluzionerà la vita quotidiana di persone con disabilità visive. Horus, il futuro della tecnologia indossabile, consentirà presto ad oltre 300 milioni di persone non vedenti e ipovedenti di comprendere il mondo circostante grazie ad un assistente personale disponibile in qualunque luogo e momento. Per questo motivo, i giovani sviluppatori di Horus – il CEO Saverio Murgia, il CTO Luca Nardelli e la Business Developer Benedetta Magri – hanno deciso di lanciare una campagna di crowdfunding curata dall’agenzia Young & Rubicam Group per raccogliere i fondi necessari a iniziare le fasi di test del prototipo con potenziali utenti.
Appoggiato su una struttura a forma di archetto, compatibile con qualunque paio di occhiali, Horus osserva la realtà, la comprende e la descrive alla persona, fornendo informazioni utili al momento opportuno. Sfruttando la conduzione ossea, l’udito della persona non ne risulta penalizzato ed è possibile sentire il dispositivo anche in contesti rumorosi.
Dal nome ispirato dalla rappresentazione del dio egizio con occhio di falco, il dispositivo diventerà l’assistente personale che potrà riconoscere volti, oggetti, leggere testi, individuare la presenza di ostacoli o segnaletica stradale come le strisce pedonali. Horus si compone infatti di due parti, la prima contenente i sensori visivi e di orientamento e la seconda che include la batteria e l’unità centrale di elaborazione da tenere sempre con sé in tasca o in borsetta. L’interazione dell’utente con Horus avviene tramite pulsanti o in modo vocale.
La campagna è stata lanciata per raggiungere un minimo di 20.000 euro, che permetteranno di iniziare i test con potenziali utenti, in modo che lo sviluppo sia indirizzato sin da ora nella direzione corretta. È già stato superato l’80% del totale grazie al sostegno di numerose persone che hanno sposato il progetto e compreso le potenzialità della tecnologia. Anche personaggi noti stanno sostenendo la causa attraverso un’iniziativa digitale che li vede impegnati nello svolgimento della propria attività professionale con gli occhi bendati, tra questi lo chef Davide Oldani, l’ex capitano dell’Inter Javier Zanetti, la make up artist Alessandra Angeli, la coppia di pattinatori Valentina Marchei e Ondrej Hotarek, l’attrice Giorgia Surina che balla con Carlo Elli, il fumettista Leo Ortolani, il comico Maccio Capatonda, il pubblicitario Gianni Miraglia e tanti altri.
Per sostenere la raccolta fondi è sufficiente collegarsi al sito http://crowdfunding.wcap.tim.it/horus e scegliere liberamente la donazione che si desidera effettuare.
Per ulteriori informazioni, visitare:
Portale crowdfunding http://crowdfunding.wcap.tim.it/horus
Sito web http://horus.technology/
Facebook https://www.facebook.com/horus.technologyITA
Twitter https://twitter.com/horustechnology
YouTube https://www.youtube.com/channel/UCqGo1rTg-glv5fn500Auyqg

Fonte comunicato stampa

Huge Herr e la sua ballerina

La prima domanda sarà: chi è Huge Herr? E Wikipedia arriva in soccorso!

La seconda domanda è: ed ora che so chi è? Dovrebbe interessarmi? Eh sì! Se avete voglia di rimanere stupiti ed a bocca aperta continuate a leggere…

Huge Herr insieme al suo team ha realizzato una serie di protesi davvero formidabili. La sua squadra non ha soltanto creato  dei supporti per coloro che non hanno le gambe, bensì ha cercato di produrre un arto artificiale da collegare, non tanto alla nervatura del sistema nervoso, ma alla volontà della persona. La risposta dev’essere adeguata ai comandi di chi le indossa, avendo come feedback una sensazione di un arto in carne ed ossa.

Un vero passo avanti per la biotecnologia e per la mentalità con cui si affronta il problema. Lo studio di Hugh Herr non si ferma solo alle protesi, ma anche a esoscheletri da abbinare alla muscolatura naturale delle persone, riducendo sforzi e collaborando nella camminata.

La sensibilità di Huge Herr sul settore, gli ha permesso di analizzare il problema da prospettive diverse e con una dedizione superiore alla media. Dalle parole che dice nel video sembra proprio analizzare la problematica a 360 gradi. Non soltanto da un punto di vista biotecnologico, ma umano.

Naturalmente siamo solo all’inizio di questa nuova frontiera e ci vorranno anni perché questa tecnologia arrivi alla portata di tutti. Tuttavia sapere che esiste, significa già molto!

A seguire il video dove Huge Herr spiega cosa sono riusciti a realizzare e verso quali obiettivi vanno.

Vi consiglio due cose:

  • se non sapete bene l’inglese attivate i sottotitoli (volendo tradotti in italiano) 🙂
  • guardate il video fino alla fine, la ballerina è incredibile!

Vi rimando anche a questo articolo che affronta lo stesso argomento: technologyreview.

Copaxone 40 mg, disponibile in Europa dal 2015

“We welcome the opportunity to make COPAXONE® 40 mg/ml available to patients with RMS in Europe,” said Rob Koremans, MD, President and CEO of Global Specialty Medicines at Teva. “Three-times-a-week COPAXONE® 40 mg/ml will be available in Europe as early as the first quarter of 2015 with expected launches in Germany, Netherlands and Denmark. Launches in other EU countries are expected throughout 2015.”

Apro l’articolo con la  dichiarazione dei vertici della TEVA che annunciano la possibilità di avere il farmaco copaxone in dose da 40 mg.

Cos’è il Copaxone?!

I quattro amminoacidi simulano la composizione di una proteina basica della mielina, la sostanza che ricopre gli assoni e che nella sclerosi multipla è oggetto dell’attacco immunitario. Il glatiramer sembra attirare su di sé, per via della sua somiglianza, l’attacco delle cellule immunitarie, distogliendole così, come un falso bersaglio, dal sistema nervoso centrale. Le cellule immunitarie che attaccano il glatiramer producono inoltre alcune sostanze antinfiammatorie e neuroprotettive.

Il farmaco è utilizzato nelle terapie di cura della sclerosi multipla  e viene iniettato quotidianamente. La dose da 40 mg potrebbe modificare questa somministrazione.

Come infatti leggo dall’annuncio fatto dalla TEVA, la dose da 40 mg sarà somministrata tre volte la settimana ottenendo gli stessi benefici.

La commercializzazione in Italia dovrebbe avvenire entro il 2015.

Per informazioni vi rimando all’articolo originale.

Per ogni dubbio, domanda o correzione da apportare all’articolo, comunicatelo tranquillamente attraverso i contatti o commenti. Grazie!

Fonte TEVA, Wikipedia

Avere un defibrillatore al cuore e giocare a calcio! Nichts ist unmöglich

Sto per scrivere un articolo su uno degli argomenti che più mi piacciono. Vincere le sfide! E questo ragazzo tedesco ha sicuramente vinto la sua sfida più grande. Nonostante i 4 interventi al cuore ed un defibrillatore nel cuore, ha segnato un gran gol decisivo con la maglia della squadra in cui continua a giocare nonostante i problemi.

Nichts ist unmöglich

Nulla è impossibile e lui l’ha proprio dimostrato!

Fonte Gazzetta.it

Stephen Hawking e Swiftkey assieme per migliorare la comunicazione

Buonasera a tutti ragazzi! Oggi stavo leggendo di un nuovo sistema di comunicazione studiato dalla Swiftkey per velocizzare il metodo di comunicazione del professor Stephen Hawking. Quest’ultimo io non sapevo bene chi fosse ed ora capisco che sono un gran ignorante, tuttavia….mi sono documentato un po’ e …. WOW! Che personaggio!

Siete interessati alla nuova tecnologia?  Ed allora ecco alcuni link a cui potete attingere per saperne di più:

Androidworld

Tomshw Continua la lettura di Stephen Hawking e Swiftkey assieme per migliorare la comunicazione

Genny, finalmente innovazione!

Girando in rete in cerca di novità e mentre ascolta una bella canzone di Zucchero in tv, mi sono imbattuto in questo prodotto: ” Genny“.

Conoscete i Segway?

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Ok, avete capito di cosa parlo? Quegli attrezzi con due ruote per potersi spostare in città senza camminare e sfruttando il proprio peso per muoversi con un manubrio per le direzioni.

Ooook. Ci siamo, proprio quelli!!

Un ragazzo italiano ne ha pensata una davvero interessante e che merita essere vista da tutti coloro che hanno difficoltà motorie:

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Si riparte da zero…

Punto zero. Perché punto zero?

Qualcuno di voi avrà letto il vecchio sito:  legato ai viaggi, al mondo, ai luoghi. Go2Go ha deciso di cambiare percorso.

Il primo articolo di un blog è sempre difficile, cosa scrivo? Troppo banale? Troppo serio? Troppo scontato?!?! Non sai mai cosa scrivere, mannaggia….Ed ora sono qui accompagnato da un caffé d’orzo a scrivere frasi per poi cancellarle.  Quindi ho deciso che è inutile star qui a scrivere del progetto che ho in testa.  Piuttosto devo metterlo in atto e mostrarvelo strada facendo…