Definizione di “Malattia”

Sono qui a gustarmi un po’ di buona musica, quella che ha una storia, che nasce dalle emozioni delle persone e non da mosse strategiche ai fini delle vendite.

Sto ascoltando quelle canzoni che riescono a farti sognare, sorridere o piangere e funzionano come da esca per i ricordi oramai sommersi nel mare profondo della mente e che come pesciolini salgono a galla per una “boccata d’aria”.

In questo esatto momento sto ascoltando Ranieri, non appartiene alla mia generazione, ma alcune canzoni, proprio perché nascono dalle emozioni, come quest’ultime sono senza tempo.

Questo articolo però si intitola “Definizione di Malattia” e son passati molti mesi da quando ho pensato al titolo ad oggi.  Inizierei con la definzione da dizionario:

[]…Anormale condizione dell’organismo (animale o vegetale), causata da alterazioni organiche o funzionali:…[]

Semplice, breve, tuttavia scommetto che in molti di voi avrebbero mooooolto da aggiungere. Perché la malattia non è solamente un’anormale condizione dell’organismo. La “malattia” è molto di più.

Utilizzando come criterio quello cronologico (uno dei tanti) credo che tutto parta prima, quando non so, perché non te ne accorgi nemmeno. Non sai con precisione una data,  QUANDO tutto  è iniziato. Eppure c’è un prima ed un dopo. Ognuno “tira una riga” sull’ordine cronologico degli eventi e lì c’è un prima ed un dopo. Per alcuni è l’entrata in ospedale, per altri l’uscita, per altri la diagnosi, per altri quella notte quando mi sono svegliato, per altri ancora quel giorno al lavoro. Sicuramente possiamo dire che le malattie non conoscono tempo o forse lo conoscono così bene che lo dominano e decidono LORO come e quando entrare nella vita di una persona, il tutto determinato dal CASO.

Il momento definito come “prima” penso sia caratterizzato dallo stato di salute che il dizionario definisce così:

Condizione di benessere fisico e psichico dovuta a uno stato di perfetta funzionalità dell’organismo.

In questa fase credo che sei nell’incoscienza dell’esistenza della malattia, non immagini, vivi nell’illusione dell’immortalità. Forse è uno stato mentale dell’uomo naturale. Qualcosa di cui non ci accorgiamo fino a quando non manca. Fino a quando arrivano i primi sintomi, quelli che ti fanno capire che NON sei intoccabile e soprattutto che viviamo in un equilibrio precario.

A quel punto solitamente segue un esame, mille preoccupazioni, giorni d’ansia ed una diagnosi. La diagnosi è uno tsunami che travolge tutto. Ma proprio tutto. Si tenta di navigare nelle “rapide” fatte di emozioni, che ti sballottano su e giù, i punti di riferimento che avevi prima sono saltati tutti, spazzati via, avanzi solamente perché gli eventi ti spingono a proseguire ed il pensiero è “o mi fermo o voglio andare così avanti da superare il momento”, ma non è così…le “rapide” continuano e tu sei OBBLIGATO a navigare.

Sballottato di qua e di là, senza che te ne accorgi finisci nella malattia. Così come per un disastro naturale, è necessario del tempo per recuperare, anche solo per giudicare in  maniera obiettiva la situazione. Aiutarti? Credo che molte persone ti possano indicare la strada, ma proprio come dice Morpheus in Matrix, “Io ti posso indicare la strada ma TU la devi imboccare.”

Ad un certo punto impari a navigare in questo fiume fatto di emozioni di ogni tipo, notizie brutte, belle, difficoltà fisiche, problemi motori e chissà il futuro…il futuro…direi che ad un certo punto il presente è talmente imponente che il futuro sembra non esserci, schiacciato dal presente. Ma ci vuole tempo. Ci vuole tempo per capire cosa fare, come fare ad “imboccare” la strada giusta per te, costruirti un’opportunità e ritrovare dei punti di riferimento per la situazione in cui ti trovi.

Nel momento in cui impianti il primo nuovo punto di appoggio, lì inizia il dopo, inizia una nuova ripresa, un nuovo equilibrio che ti permetterà di ricostruire il distrutto. In maniera ancora più consapevole di prima e lottando come MAI prima. Tuttavia di questo momento non te ne accorgi, lo fai e basta, anche qui credo che gli istinti naturali dominino la realtà.

E’ difficile. Ma possibile.

 

 

 

 

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